Lavoro precario.

L’idea alla base della legge Biagi è che, per aumentare la competitività del sistema Paese, sia necessario offrire più flessibilità alle aziende. Non è sbagliato. Tutte le imprese attraversano periodi buoni e periodi meno buoni, permettere loro di adattare il numero dei dipendenti alle necessità del mercato crea lavoro, con benefici per tutti. In teoria.

In pratica, come sappiamo, le cose stanno un po’ diversamente. Il lavoro precario è spesso la norma, e non l’eccezione. Il suo scopo non è quello di avere più flessibilità, ma di avere lavoratori più ricattabili e meno costosi. Insomma, il classico abuso all’italiana. Se si volesse davvero rendere utile il lavoro precario salvaguardando i diritti dei lavoratori bisognerebbe:

  1. rendere il lavoro precario meno conveniente di quello fisso;
  2. concedere al precario il diritto di precedenza, ovvero fare in modo che, mandato via lui, il datore di lavoro non possa chiamare altri a sostituirlo;
  3. porre dei seri limiti all’utilizzo dei lavoratori precari.
Lavoro precario.ultima modifica: 2008-01-08T21:40:00+00:00da ovvinionista
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