La formica e la cicala.

Il governo Prodi è caduto, tiriamo le somme: le tasse sono aumentate in modo percettibile, la qualità dei servizi no… governo bocciato? No, non così in fretta, analizziamo prima la situazione un po’ più in dettaglio.

Prima di perdere (di un soffio) le scorse elezioni, il governo Berlusconi ha rimesso mano alla legge elettorale, facendo in modo che chiunque avesse vinto avrebbe avuto seri problemi a governare (a meno di non stravincere, ipotesi allora esclusa dai sondaggi). Prodi si è così ritrovato a gestire un’alleanza eterogenea in cui tutti, anche i meno rappresentativi, erano indispensabili. Chiunque poteva fare la voce grossa e nessuno si e’ risparmiato l’ugola. In una simile situazione mi sembrerebbe già un successo l’aver fatto “qualcosa”.

In una situazione da “terza Europa” come la nostra, la formica Prodi ha aumentato le tasse ed avviato un risanamento di bilancio utile alla riduzione del debito pubblico, una cicala avrebbe invece lasciato crescere il debito pubblico senza aumentare le tasse, al limite prendendo qualche misura una tantum come un bel condono generalizzato o una svendita dei beni pubblici. In pratica, è come se in una famiglia che non riesce ad arrivare a fine mese il capo famiglia avesse deciso di tirare la cinghia, invece che fare nuovi e più pesanti debiti.

Purtroppo agli italiani il ruolo di formiche non piace proprio, soprattutto se le armi di distrazione di massa fanno di tutto per sottolineare quanto si stesse meglio da cicale…

La formica e la cicala.ultima modifica: 2008-01-30T21:05:00+00:00da ovvinionista
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